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2020-07-23

“La scuola più costosa del mondo” criticata in un rapporto accademico per aver chiuso un occhio davanti al bullismo

  • Un rapporto pubblicato oggi da un membro dell’Osservatorio internazionale della violenza nelle scuole mostra come, nonostante le rette elevate, le scuole private non riescano a proteggere i propri studenti da gravi manifestazioni di bullismo e cyberbullismo.
  • Un esperto di alto livello ha espresso preoccupazioni per il fatto che le scuole spesso danno priorità alla reputazione punendo le vittime che decidono di far sentire la propria voce e lasciando che i bulli si sentano giustificati nelle loro azioni.
  • L’Institut Le Rosey, la scuola più costosa del mondo, è oggetto di un procedimento giudiziario di alto profilo in Svizzera per la mancata protezione di una studentessa.

GINEVRA, July 23, 2020 (GLOBE NEWSWIRE) -- il Dottor Eric Debarbieux, Professore Emerito dell’Università di Parigi Est e membro dell’Osservatorio internazionale della violenza nelle scuole, ha segnalato che alcune scuole private non riescono a proteggere i propri studenti dal bullismo e a difendere i valori di tolleranza e rispetto.

Il Dottor Eric Debarbieux ha discusso di come alcune scuole non stiano formando adeguatamente il loro personale, portando a non accorgersi o banalizzare gravi episodi di bullismo. Le vittime non vengono prese sul serio o, peggio ancora, vengono punite per aver parlato: la cosiddetta “doppia punizione”.

In seguito ha invitato le scuole a far sì che tutti i dipendenti comprendano il loro dovere di proteggere e preoccuparsi degli studenti e a garantire loro una formazione per poter gestire gravi episodi di bullismo.

Ha dichiarato che episodi di questo genere “spesso” accadono negli “istituti più prestigiosi” che molte volte si preoccupano prima di tutto della reputazione della scuola e nelle quali la “negazione delle molestie è più forte”.

In particolare, il Dottor Debarbieux discute un esempio relativo all’Institut Le Rosey, la scuola più costosa del mondo.1 A causa del presunto fallimento nel prendere provvedimenti da parte della scuola, Radhika e Pankaj Oswal, genitori di una studentessa, non hanno avuto altra scelta che intraprendere un’azione legale contro la scuola in Svizzera.

A seguito delle accuse di gravi episodi di bullismo nei confronti della figlia, hanno sollevato le loro preoccupazioni agli insegnanti della scuola e hanno chiesto di intervenire per garantirne la sicurezza.

Tuttavia, apparentemente, non è stato preso alcun provvedimento e i membri del personale hanno cercato di minimizzare l’intera questione. Commentando il caso – e riportando i fatti accaduti come gli sono stati presentati – il Dottor Debarbieux ha osservato che il personale di Le Rosey non ha preso la questione abbastanza seriamente, causando ulteriori difficoltà in questo caso.

Le Rosey non ha mostrato alcuna volontà di riconoscere la presenza di un problema e ha invece annullato il rinnovo dell’iscrizione del bambino, senza fornire una giustificazione adeguata.2 La scuola si è rifiutata di scusarsi, secondo la famiglia, e ha recentemente chiuso l’episodio di bullismo definendolo una “banale disputa tra adolescenti”.

L’esperto ha spiegato che si tratta di un chiaro caso di “doppia punizione”, nel quale la vittima non solo è punita dai bulli, ma anche da coloro che dovrebbero proteggerla, in questo caso il personale della scuola. 

Il Dott. Eric Debarbieux ha affermato:

“Sulla base dei fatti che mi sono stati presentati, Le Rosey avrebbe dovuto affrontare la questione più seriamente, il che avrebbe potuto evitare le continue molestie nei confronti dello studente. Qualsiasi azione intrapresa in casi come questo dovrebbe sempre essere finalizzata all’ascolto e alla protezione della vittima. Purtroppo, invece, le vittime possono essere punite dalla scuola, consentendo ai bulli di sentirsi giustificati nelle loro azioni”.

Il rapporto chiede alle scuole private di istituire delle politiche di prevenzione chiare e di garantire alle vittime la possibilità di sollevare qualsiasi preoccupazione in sicurezza e di essere ascoltate e prese sul serio. Afferma inoltre che si dovrebbe includere una formazione adeguata per il personale sulla gestione delle molestie scolastiche e del cyberbullismo.  

I genitori della studentessa coinvolta, Radhika e Pankaj Oswal, hanno affermato:

“Il Dott. Debarbieux ha dimostrato come le scuole del calibro di Le Rosey non riescano a tener fede alla propria responsabilità nei confronti del benessere del singolo studente. Scuole come Le Rosey dovrebbero utilizzare le proprie risorse per aprire la strada alla creazione di politiche efficaci per proteggere gli studenti. Purtroppo non è stato così.

Siamo lieti che il Dott. Debarbieux abbia scelto di esaminare il caso di nostra figlia. Commenti come questi dovrebbero essere utilizzati in modo costruttivo per fare in modo che tali scuole riflettano su ciò che implica davvero un’istruzione di alto livello e agiscano per fornire una formazione adeguata al personale, invece che servire da parco giochi per i super-ricchi.

Nostra figlia è determinata a far sì che questo periodo infelice nella sua vita venga trasformato in una forza per il bene. Speriamo di poter sfruttare questo momento per costruire un’eredità positiva che assicuri che non accada nulla di simile a nessun altro studente nella posizione di nostra figlia”.

Dott. Eric Debarbieux, Professore Emerito dell’Università di Parigi Est, membro dell’Osservatorio internazionale della violenza nelle scuole.

debarbieux.antibullyingreport@gmail.com

Note per i redattori

  • Eric Debarbieux è Professore Emerito in Scienze della formazione presso l’Università Paris Est Creteil (Francia). È un esperto internazionale sul tema della violenza e del bullismo nelle scuole. In passato ha supervisionato la politica pubblica contro il bullismo scolastico e la violenza presso il Ministero dell’Istruzione in Francia. È stato co-fondatore dell’Osservatorio Internazionale della violenza nelle scuole. Il Dott. Debarbieux ha scritto 11 libri sulla violenza nelle scuole, il bullismo e il clima scolastico.
  • Pankaj e Radhika Oswal sono una famiglia indiana di successo che risiede in Svizzera con numerosi interessi commerciali in tutto il mondo. Il caso è stato depositato presso i tribunali svizzeri il 30 settembre 2019.

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https://www.dailymail.co.uk/news/article-8281345/Billionaire-parents-sue-worlds-expensive-school-claims-daughter-bullied.html

https://www.thetimes.co.uk/article/scandal-at-the-school-for-the-super-rich-r60z5x0vk

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